| Storia Fin dall'antichità,
grazie alla sua posizione geografica strategica, Benevento
è stata il polo di attrazione per le popolazioni del Sannio.
Testimonianza del periodo pre-romano sono le numerose
necropoli rinvenute sul territorio, tra i fiumi Calore
e Sabato. Recenti sono i ritrovamenti archeologici in
contrada Cellarulo, vicino alla confluenza dei due fiumi, che documentano
le antiche origini sannitiche dell’allora Malaventum.
L’intera area, situata a poca distanza dal Ponte Leproso
attraverso il quale la via Appia entrava in città, con i Cellarium
dei Santi Quaranta, l'Anfiteatro, la scuola gladiatoria sannita e i resti
del porto fluviale, diventerà un parco archeologico-fluviale.
Una data fondamentale nella storia della città è il 275
a.C., quando i Romani al comando del console Manlio Curio
Dentato sconfissero nell’area beneventana il re dell'Epiro,
Pirro. A questa vicenda risale il cambiamento dell'antico nome sannita
Maleventum in Beneventum, a testimoniare il bonus eventus
della vittoria. Nel 268 a.C. da importante centro
sannita Benevento divenne colonia romana; da
allora la storia della città e la sua importanza andrà di
pari passo con le vicende e la potenza dell’Impero Romano.
Nel 90 a.C., con la promulgazione della Lex Iulia, Benevento
diventa Municipium. Alla città romana si arrivava
percorrendo la via Appia che valicando il fiume Sabato entrava in Benevento
attraverso il Ponte Leproso (che deve probabilmente il suo nome ad un
lebbrosario sorto in zona nel Medioevo). Il ponte a cinque arcate,
che conserva ancora buona parte della struttura antica, è stato
un punto obbligato dei traffici commerciali che resero prospera la città.
L’antico splendore è testimoniato dalla cospicua
presenza di monumenti e di edifici pubblici di rilievo, come
il Teatro romano e
lo splendido Arco di Traiano,
tutti ben conservati fino ai nostri tempi e riportati alla luce grazie
ad un’intensa attività di scavi e di tutela.
Durante il Medioevo Goti e Bizantini
si contesero la città. Benevento subì la distruzione
delle proprie mura da parte di Totila e divenne
capoluogo dell'omonimo ducato nel 571. Al periodo longobardo
risale la Chiesa del monastero femminile benedettino di Santa
Sofia con l'attiguo Chiostro composto da un colonnato con archi
a ferro di cavallo e capitelli scolpiti. Il Ducato longobardo durò
circa cinque secoli e, morto Landolfo VI (1077), la città
passò sotto il dominio pontificio che, pur con qualche interruzione,
si protrasse per quasi otto secoli.
Uno spaventoso terremoto, nel 1688, distrusse quasi completamente
la città, che venne ricostruita con enormi sacrifici grazie anche
all'intervento economico del Cardinale Vincenzo M. Orsini, divenuto poi
Papa con il nome di Benedetto XIII. Benevento fu occupata
da Ferdinando IV di Borbone dal 1768 al 1774. Aderì
nel 1799 alla Repubblica Partenopea, in seguito ad un
moto popolare e, nel 1806, divenne possesso di Napoleone,
che vi istituì un principato ponendovi a capo il Talleyrand. Dopo
il Congresso di Vienna Benevento tornò alla Chiesa. Il 1860 segnò
la fine del dominio pontificio sulla città in quanto, con un plebiscito,
i cittadini scelsero l'annessione della città al Regno
d'Italia.
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