Duomo
Piazza Orsini
Il Duomo di Benevento, intitolato a Sancta Maria de Episcopio,
risale al VI secolo. Fu consacrato nel 780 d.C. dal vescovo Davide e
ampliato nel XII secolo in stile romanico. Ha subito gravissimi danni
durante i bombardamenti del 1943 e oggi conserva quasi intatta la facciata
con porta bronzea, il massiccio campanile del 1280 e la cripta, sede
del Museo Diocesano.
ESTERNO
La facciata del Duomo, ispirata alle forme del romanico pisano,
presenta due ordini riccamente decorati con modanature ed elementi marmorei
di epoca romana. Un'iscrizione posta sul primo ordine commemora l'inizio
dei lavori, l'11 febbraio 1279, "de oblationibus fidelium
et cleri" (grazie alle offerte dei fedeli e del clero).
L'iscrizione è sormontata da un fregio formato da otto rilievi
funerari romani con al centro un cavaliere. Sul secondo ordine, accanto
alla monofora ogivale, si scorge una maschera proveniente dal vicino
Teatro Romano, che la fantasia popolare ha ribattezzato
San Miserino.
Più in alto si nota una statua mutila
raffigurante un milite romano che, secondo alcuni studiosi,
fu modificata in epoca alto medievale per rappresentare un giovane principe
longobardo, mediate la sostituzione della testa. L'ordine inferiore
è composto da sei arcate cieche, ornate da listelli orizzontali
e rombi incassati simili a quelli del Duomo di Troia, e da tre portali
che, secondo una simbologia diffusa nelle cattedrali romaniche, richiamano
il mistero della Trinità. Nel portale di destra,
noto dai documenti come porta Santa o dei Principi, gli stipiti sono
costituiti da due architravi romane di spoglio.
Sopra il portale appaiono re-impiegate tre
iscrizioni
funerarie: la prima a sinistra appartiene a un'ignota nobildonna
longobarda dell'VIII-IX secolo, quella al centro, murata capovolta,
risale al 457, l'ultima a destra, anch’essa capovolta, celebra
il vescovo Davide, morto nel 796, noto per la missione diplomatica presso
Carlo Magno, tesa a scongiurare l'invasione del Principato
longobardo di Benevento, e per un Sermone mariano, tra i più
antichi dell'occidente, composto in occasione della dedicazione della
Cattedrale alla Regina del Cielo (18 dicembre del 780 d.C.).
Sempre sull’ordine inferiore della facciata, all'interno della
seconda arcata, è presente un frammento di sarcofago romano ed
un'iscrizione del VII secolo.
Sull'architrave del portale emerge
al centro di un tondo l'Agnello mistico, recante una croce, mentre l'iscrizione
che corre lungo le incorniciature riporta un'invocazione della Vergine
in versi leonini. Severo come una torre di difesa si eleva il campanile,
a pianta quadrata, su due piani separati da un cornicione sporgente
sostenuto da archetti pensili. Voluto nel 1279 dall'arcivescovo
Romano Capodiferro, fu ristrutturato nel periodo orsiniano
come testimonia l'epigrafe sul lato est. La struttura, ingentilita da
bifore ogivali, presenta numerosi elementi di spoglio romani, come il
rilievo raffigurante un cinghiale, pronto per il sacrificio, divenuto
poi lo stemma di Benevento.
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