Ciao raga
Rieccomi qua appena ritornato dalla trasferta americana dominata ancora
dal colore Rosso Ferrari.
Comunque non si può dire che questi gran premi non ci hanno entusiasmato;
tra squalifiche e incidenti vari lo spettacolo non è mancato.
Ma lo spettacolo principale è stato quello delle strade di Montreal,
tra stands e concerti, party e belle donne(fiuuuuuuuumi) tre giorni di
vera allegria. Oltretutto qui vivono tantissimi italiani e quindi il casino
è stato totale, anche se un po’ affievolito dalla deludente
prestazione della nostra nazionale agli europei.
Anche nei pressi del circuito c’era molta vita e tra i vari rivenditori
di gadgets di formula uno c’era anche chi vendeva trattori agricoli
resi accattivanti da ragazze mezze nude(?) e ragazze che distribuivano
gratuitamente preservativi travestite da preservativi colorati: ma si
può?
Indianapolis è la patria dei motori, adiacente al circuito c’è
un bellissimo museo delle auto sportive di tutti i tempi. Il mitico circuito
ovale, trasformato nella prima curva per la formula uno è mastodontico,
ha accolto per l’occasione più di 120.000 spettatori e c’era
spazio ancora per tanti altri. Fuori grande dispiegamento di forze per
la sicurezza, i mitici sceriffi americani non più a cavallo ma
su delle luccicanti Harley Davinson.
In città e negli enormi centri commerciali è conveniente
fare shopping di ogni genere e si può risparmiare qualche soldino
sugli stessi prodotti che troviamo da noi al doppio o quasi. Ne hanno
approfittato persino i piloti che si vedevano in giro carichi di pacchi
(alla faccia della ricchezza).
Ultima annotazione i meticolosi controlli di sicurezza negli aeroporti
americani dopo il tragico 11 settembre: mi hanno tolto anche le scarpe…eh
eh, altro che armi chimiche!!!!
A presto, dopo i gran premi di Francia, Inghilterra e Germania con altri
appunti di viaggio.
Ciao e buone vacanze a chi parte e a chi resta. Giangi.